Associazione Istruzione Unita Scuola Sindacato Autonomo
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venerdì 13 gennaio 2017

Permessi di lavoro retribuiti per assistenza e malattia

Come e quando richiedere permessi di lavoro anche prolungati e retribuiti per assistere un familiare affetto da grave infermità e per altri gravi motivi personali.
 
Il dipendente del  pubblico o del privato ha diritto a una serie di permessi di lavoro giustificati e di  periodi di assenza retribuiti o non, più o meno brevi. Di seguito, una panoramica completa per ciascun caso.
Permesso di 3 giorni
Il lavoratore ha diritto a 3 giorni di permesso retribuiti nel corso di un anno per motivi specifici come il decesso o grave infermità del coniuge (anche se legalmente separato) e del parente entro il secondo grado, anche se non convivente. Nel computo non rientrano le festività e i giorni non lavorativi. Sono cumulabili con i permessi concessi ai sensi della Legge 104. Possono essere utilizzati entro 7 giorni dall’evento che motiva la richiesta, ma se si può concordare la fruizione frazionata. Nel caso di decesso del coniuge o di un parente il lavoratore deve presentare una dichiarazione sostitutiva, mentre in caso di grave infermità la certificazione sanitaria di un medico del SSN, da presentare entro 5 giorni dal rientro al lavoro. Possono esserci anche motivi personali particolari (non specificati) che spingono il lavoratore a chiedere il permesso: si rimette alla discrezionalità del datore di lavoro valutarne le legittimità.
Permessi biennali 
I congedi biennali retribuiti sono stati disciplinati inizialmente dalla Legge n. 388/2000 che ha previsto questa possibilità per i genitori di persone con grave handicap. In seguito il decreto n. 119 /2001 ha fissato ulteriori condizioni. Da ultimo la sentenza della Corte Costituzionale (18 luglio 2013, n. 203) ha allargato la platea dei beneficiari
 °    coniuge coniuge convivente della persona disabile (non ricoverato a tempo pieno);
  • padre o madre, anche adottivi o affidatari, del disabile in caso di mancanza (assenza, divorzio, separazione legale o abbandono), decesso o in presenza di patologie invalidanti del coniuge convivente (la convivenza deve essere accertata);
  • uno dei figli (fratelli o sorelle) conviventi della persona disabile, nel caso in cui il coniuge convivente ed entrambi i genitori del disabile siano mancanti, deceduti o affetti da patologie invalidanti;
  • un parente o affine di terzo grado convivente del disabile nel caso in cui il coniuge convivente, entrambi i genitori, i figli e i fratelli o sorelle conviventi siano mancanti, deceduti o affetti da patologie invalidanti.
    L’INPS ha precisato che il familiare del lavoratore disabile può beneficiare del congedo biennale retribuito a parte dello stesso disabile (messaggio n. 24705 del 30/12/2001).
    Al lavoratore viene erogata, per  il periodo del congedo (coperto da contribuzione figurativa), un’indennità che corrisponde all’ultima retribuzione. A corrisponderla è il datore di lavoro che la anticipa e poi la detrae dai contributi previdenziali che versa all’INPS. Durante il periodo di congedo bnon si maturano ferie, tredicesima e TFR. Il congedo non può superare la durata totale di due anni per ogni persona portatrice di handicap e nell’arco della vita lavorativa. La richiesta segue specifiche istruzioni a seconda del richiedente.
  • Dipendente pubblico: occorre presentare un’autocertificazione con stato di handicap, parentela con la persona da assistere, convivenza, dati anagrafici del lavoratore e del disabile, insieme alla certificazione di handicap grave; la domanda si presenta al dirigente responsabile.
  • Lavoratori assicurati INPS: si presenta un’autocertificazione sulla base di moduli previsti sul sito dell’INPS o presso le sedi territoriali in cui sono indicati precisi elementi come lo stato di handicap (con il certificato medico redatto ai sensi dell’articolo 3, comma 3 della Legge n. 104/1992), la parentela con la persona da assistere, i dati anagrafici e quelli del lavoratore; la domanda si presenta all’INPS tramite il sito dell’istituto dotati di PIN, patronati o Contact Center multicanale (numero verde 803164).
    Congedo parentale esteso
    Il D.Lgs. 151/2001, agli art. 47 e segg. disciplina il congedo parentale fino ai 3 anni di età del figlio, in caso di grave malattia, per entrambi i genitori alternativamente. Fino agli 8 anni, invece, ciascun genitore può assentarsi a turno per 5 giorni l’anno. In caso di adozione, il congedo può essere prolungato fino ai 6 anni (fino ai 12, è fruibile per i primi tre anni di adozione o affidamento). Questi congedi non sono soggetti a visite fiscali e il datore di lavoro deve obbligatoriamente concederli. La malattia deve essere documentata con invio telematico all’INPS e al datore di lavoro. Durante il congedo si matura la retribuzione ed anche i contributi previdenziali ai fini pensionistici ma non le ferie nè la tredicesima.
    Contributi per baby-sitting o servizi per l'infanzia
    In cosa consiste il contributo economico utilizzabile, in alternativa al congedo parentale, per il servizio di baby-sitting e come accedervi.
    Permessi non retribuiti
    È possibile fruire del congedo biennale non retribuito per gravi motivi familiari (Legge 53/2000). Il congedo può essere richiesto dal dipendente pubblico o privato, è pari a due anni nell’arco della vita lavorativa e può essere utilizzato anche in modo frazionato. Durante tale periodo conserva il posto di lavoro ma non il diritto alla retribuzione, né può svolgere alcun tipo di attività lavorativa. I gravi motivi per cui è richiesto il congedo sono (Decreto Ministeriale 278/2000):
  • necessità derivanti dal decesso di un familiare;
  • situazioni che comportano un impegno particolare del dipendente o della propria famiglia nella cura o nell’assistenza di familiari;
  • situazioni di grave disagio personale, ad esclusione della malattia, nelle quali incorra il dipendente medesimo.
    Sono inoltre considerate “gravi motivi” le situazioni, escluse quelle che riguardano direttamente il lavoratore richiedente, derivanti dalle seguenti patologie:
  • patologie acute o croniche che determinano temporanea o permanente riduzione o perdita dell’autonomia personale (incluse le affezioni croniche di natura congenita, reumatica, neoplastica, infettiva, dismetabolica, post-traumatica, neurologica, neuromuscolare, psichiatrica, derivanti da dipendenze, a carattere evolutivo o soggette a riacutizzazioni periodiche);
  • patologie acute o croniche che richiedono assistenza continuativa o frequenti monitoraggi clinici, ematochimici e strumentali;
  • patologie acute o croniche che richiedono la partecipazione attiva del familiare nel trattamento sanitario;
  • patologie dell’infanzia e dell’età evolutiva per le quali il programma terapeutico e riabilitativo richieda il coinvolgimento dei genitori o del soggetto che esercita la responsabilità genitoriale.
    Questi motivi devono riguardare: coniuge, figli anche adottivi, genitori, generi e nuore, suoceri, fratelli e sorelle anche non conviventi, portatori di handicap parenti o affini entro il terzo grado. Il congedo può essere richiesto anche per i componenti della famiglia anagrafica indipendentemente dal grado di parentela, quindi anche in caso di famiglia di fatto.
    Richiesta
    Occorre allegare la certificazione rilasciata da un medico specialista del SSN o convenzionato. La domanda si presenta tramite autocertificazione al datore di lavoro che, entro 10 giorni, deve dare l’esito della richiesta potendo anche rigettarla. Occorre però motivare il diniego sulla base di ragioni organizzative e produttive che non consentono la sostituzione del dipendente, che può anche fare una nuova richiesta nei successivi 20 giorni

giovedì 29 ottobre 2015

SCUOLA 2.0, COSA PREVEDE IL FINANZIAMENTO DELLA REGIONE - 2

 La delibera prevede il finanziamento ed il completamento di due distinte tipologie di operazione: 

• Scuol@ 2.0 - L’azione Scuol@ 2.0 è un progetto nazionale di ampio respiro, il cui connubio con le altre azioni (LIM, Cl@ssi 2.0, editoria digitale), oltre a contribuire ad una modifica di scuole ed aule, richiede un ripensamento dei modelli, dell’organizzazione e della programmazione didattica, dei rapporti scuola-famiglia, scuola-istituzioni locali. Tutto questo significa mettere in campo un progetto complesso che possa prevedere l’introduzione e l’utilizzo di tecnologie e strumenti diversificati tra cui, oltre ai kit LIM, anche, ad esempio la Tv digitale, le piattaforme per la gestione di classi virtuali, i vari reader, tablet, netbook ecc. 

Realizzare una Scuol@ 2.0 significa trovare una soluzione progettuale fortemente innovativa che risponda ad esigenze sia didattiche che organizzative di un intero istituto scolastico; richiede un impegno di progettazione e un esercizio di creatività che possono portare a soluzioni tecnologiche non standard. L’individuazione delle tecnologie, che devono comunque essere coerenti e adeguate al progetto didattico, deve tenere in considerazione la rapida obsolescenza cui è soggetto il settore delle TIC. E quindi in una Scuol@ 2.0 le dotazioni tecnologiche devono essere interoperabili, devono cioè realizzare sistemi che, anche se non omogenei, possono interagire e comunicare tra loro, scambiarsi o riutilizzare informazioni; devono essere integrabili, cioè essere pienamente fruibili con i dispositivi già esistenti; devono essere multipiattaforma, quindi funzionanti su più sistemi operativi ed in particolare su piattaforme operative Unix/Linux, Microsoft Windows e Apple Macintosh. 

• Cl@ssi 2.0. - L’azione Cl@ssi 2.0 si propone di modificare gli ambienti di apprendimento attraverso un utilizzo costante e diffuso delle tecnologie a supporto della didattica quotidiana. Alunni e docenti possono disporre di dispositivi tecnologici e device multimediali e le aule vengono progressivamente dotate di apparati per la connessione ad Internet. Le Cl@ssi 2.0 costruiscono, con il supporto dell'A.N.S.A.S. e di una rete di Università associate, un progetto didattico per la sperimentazione di metodologie didattiche avanzate. 

Le spese ammissibili al contributo regionale sono quelle inerenti l’acquisto di tablet, notebook, LIM - Lavagne interattive o Schermi interattivi, infrastrutture di rete preferibilmente Wi-Fi con access point. I tablet vengono consegnati in comodato d’uso direttamente a docenti e studenti, per rendere gli strumenti digitali più familiari e responsabilizzare e coinvolgere le famiglie. 

Si tratta di contributi di 132.000 euro per ciascuna Scuola 2.0, e contributi che vanno dai 11.000 agli 80.000 euro per gli Istituti con Classi 2.0, 

La Cl@sse 2.0, infatti, è un ambiente di apprendimento collettivo e partecipato, che affianca all’insegnamento tradizionale nuove forme di didattica. E’ un ambiente in cui convivono strumenti tradizionali e nuove tecnologie e in cui gli studenti lavorano anche in gruppi cooperativi. Esiste una dotazione minima prevista per una Classe 2.0, così composta: 

• un dispositivo mobile per alunno, prevalentemente un notebook o un tablet di ultima generazione dotati di scheda wireless in grado di interagire con una rete esistente. Tenuti in classe sono collegati in rete wireless e permettono la realizzazione di esercitazioni, di verifiche o di prodotti multimediali. Portati a casa da ciascun alunno hanno la funzione di libro/quaderno multimediale su cui studiare ed organizzare gli appunti. 

• una LIM o uno schermo interattivo: il dispositivo permette la manipolazione di testi, immagini, esplorazioni del web e attività collaborative. Tutto quello che vi si scrive non è mai cancellato e diventa la memoria delle attività della classe; 

• una infrastruttura di rete preferibilmente Wi-Fi, con access point in grado di negoziare il traffico dell’intera classe e con politiche di sicurezza adeguati alla situazione: 

• ciascun dispositivo deve essere corredato di programmi adeguati alla didattica della scuola in questione. Preferibilmente software freeware, rispondenti a vari requisiti, quali interfaccia in lingua italiana, compatibilità con sistemi Windows e, quando possibile, anche con Apple, fruibilità in rete e in locale. 

Il finanziamento è interamente sostenuto dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) 2007 – 2013 della Basilicata. 
FONTE AGR

giovedì 24 settembre 2015

Disabili, Giuliano chiede incontro con Ministro Istruzione

Il Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Basilicata, sottolineando la problematica inerente il numero considerevole dei disabili presenti nella scuola lucana, ha anche sollecitato “un costante rapporto tra tutti i soggetti interessati al problema."

 Il Garante per l'Infanzia e l'Adolescenza della Basilicata, Vincenzo Giuliano, chiederà al Garante nazionale di intervenire sul Ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca (Miur), Stefania Giannini, perchè sia convocato un tavolo sulle numerose questioni che riguardano l'assistenza ai disabili con particolare riferimento alla situazione lucana. Oggi, intanto, si è svolto un vertice, nella sede del Garante in Consiglio regionale, con la partecipazione dell'assessore all'Istruzione del Comune di  Potenza, Annalisa Percoco, della dottoressa Moscato dell'Ufficio scolastico regionale, di funzionari ed esponenti dei vari dipartimenti regionali interessati al problema dei disabili nella scuola. Qualificata la presenza di dirigenti scolastici ed esperti del settore.


“Attraverso un contatto diretto con la struttura nazionale – ha rilevato Giuliano – sarà, infatti, più facile mettere a fuoco le possibili  soluzioni da attuare dopo varie sessioni di  incontri che si sono susseguiti negli ultimi tempi”.

"Gli ostacoli maggiori - secondo quanto riferito nel corso dei lavori - riguardano segnatamente la mancanza di risorse da parte degli Enti locali e di assistenti di base da parte delle scuole, cosa che non consente di assecondare in pieno i problemi posti dalla presenza dei disabili. Il caso di una scuola di Potenza con undici plessi e una disponibilità di bidelli (anche assistenti di base) del tutto inadeguata rappresenta uno degli esempi negativi di maggior rilievo. Uno dei percorsi suggeriti dal Garante consiste nella richiesta della bozza degli accordi di programma per individuare le specifiche competenze e il percorso seguito dalla stessa Regione".

“Importante, inoltre – ha fatto rilevare il Garante - il coinvolgimento delle famiglie, mentre appare indispensabile ‘fare sistema’ tra tutte le entità che operano in questo campo. Il tema specifico dell'autismo, inoltre - ha sottolineato Giuliano - va affrontato con una apposita legge adeguatamente dotata di sufficienti poste finanziarie”.

Sollecitata, infine, una Cabina di regia in grado di assicurare il collegamento tra la scuola e gli Enti pubblici. Non solo. Ma anche con lo scopo di garantire un giro d'orizzonte continuo in ordine alle problematiche emergenti. Obiettivo che dovrà  perseguire anche l'ipotesi di Protocollo d'Intesa tra tutti i soggetti interessati a dare un apporto costruttivo al problema dell'inserimento dei disabili nel mondo della scuola. 
Disabili, Giuliano chiede incontro con Ministro Istruzione

martedì 22 settembre 2015

CCIAA MT PROMUOVE CON IMPRESE L’ALTERNANZA SCUOLA LAVORO

Turismo, con le opportunità legate a Matera 2019, innovazione, manifatturiero e servizi sono alcuni dei settori che la Camera di commercio di Matera potrà sviluppare per i percorsi di alternanza scuola lavoro. E’ l’impegno emerso nel corso dell’incontro che la giunta dell’Ente, presieduta dal presidente Angelo Tortorelli, ha avuto presso il liceo scientifico statale “Dante Alighieri’ di Matera con i dirigenti scolastici delle scuole medie superiori e i rappresentanti delle associazione di categoria, per illustrare le azioni di settore e il ruolo delle Camere di commercio nei percorsi di alternanza scuola-lavoro, previsti dalla riforma degli enti camerali. “L’iniziativa - ha detto il presidente Angelo Tortorelli - consolida quanto abbiamo già fatto in passato con i Licei e gli Istituti tecnici . Attraverso protocolli di intesa potremmo implementare, con le imprese e le istituzioni scolastiche, appositi elenchi delle aziende “certificate’ per l’alternanza, mutuando il sistema della sezione speciale delle Pmi innovative". 

Utili contributi all’incontro sono venuti dal segretario generale della Camera di Commercio Luigi Boldrin sugli aspetti innovativi introdotti dalla riforma degli enti camerali. Il direttore dell’Azienda speciale Cesp Vito Signati si è soffermato sulle azioni avviate, in particolare con il progetto Mirabilia con riferimento anche agli studenti nella promozione delle città Siti Unesco, tra di loro collegate. 
FONTE AGR

lunedì 21 settembre 2015

Assistenza disabili, Santarsiero: no a strumentalizzazioni



Per il consigliere regionale del Pd “occorre riprendere il lavoro fermo da 15 mesi su un accordo di programma per l'inclusione scolastica tra tutti i soggetti in campo per definire il riparto delle competenze in materia di diritto all'istruzione”

(ACR) - “L'assistenza igienico sanitaria per i disabili è compito del Miur (spetta al personale scolastico ausiliare). L'assistenza all'autonomia e comunicazione dei disabili spetta invece all'ente locale, anche in condizioni di dissesto”. Così il consigliere regionale del Pd, Vito Santarsiero interviene in merito alla vicenda, oggetto di cronaca in questi giorni, dell’assistenza ai disabili nelle scuole, precisando di essere stato sollecitato ad intervenire sul tema "a seguito di affermazioni non veritiere e calunniose".

“Mi sembra necessario puntualizzare alcune questioni. In particolare – aggiunge - l'Asp fa la diagnosi funzionale e indica la necessità dell'assistenza. Successivamente il ‘gruppo h operativo’ della scuola decide se offrire o meno l'assistenza all'autonomia o alla comunicazione e determina il numero di ore necessarie. Dopo il parere del gruppo h scatta un diritto inalienabile dell'alunno disabile a carico dell'Ente locale. È appena il caso di ricordare che insegnante curriculare, insegnante di sostegno e assistente alla disabilità sono tre figure professionali differenti e non intercambiabili. Con sacrificio non di poco conto, il Comune di Potenza negli ultimi 10 anni ha fatto la scelta strategica di garantire il servizio ai disabili, non abbiamo dissipato risorse ma garantito diritti e servizi ai più deboli tra i nostri cittadini”.

“Occorre – continua - riprendere il lavoro fermo da 15 mesi su un accordo di programma per l'inclusione scolastica tra tutti i soggetti in campo per definire nel dettaglio il riparto delle competenze delle singole istituzioni in materia di diritto all'istruzione, lavoro che aveva anche definito un percorso di formazione e di qualificazione del personale che svolge l'attività di assistenza. Notoriamente, inoltre, sulla questione, possono essere anche utilizzate risorse rivenienti sia dai fondi ordinari del diritto allo studio, sia dal Po Fse 2014 - 2020 destinati agli obiettivi specifici della inclusione”.

“Ho già personalmente sollecitato l'assessore Franconi e l'assessore Liberali – aggiunge il consigliere Pd - a favorire l'immediata riattivazione del tavolo tecnico per portare a termine l'accordo di programma. Ogni strumentalizzazione in merito – conclude Santarsiero - evidenzia ignoranza e insensibilità. Si è parlato di migliaia di euro rubati, si abbia il coraggio di denunciare con atti agli organi competenti. Il resto è strumentalizzazione e incapacità, come assurdi in questi casi sono i paragoni con altre realtà urbane. Non è così che si fa il bene delle nostre comunità”.
Assistenza disabili, Santarsiero: no a strumentalizzazioni

MONTALBANO, CONVEGNO SU “AGRICOLTURA SOCIALE E TURISMO RURALE"

Si terrà domenica 27 settembre alle 18, nella centrale piazza Risorgimento di Montalbano Jonico, il convegno “Agricoltura sociale e Turismo rurale: definizioni in movimento”, promosso dal circolo Pd cittadino. 

“Il ritorno alla campagna e il contatto con la natura – spiegano gli organizzatori - danno nuovo valore educativo e incidenza formativa a chi si accosta ad essa. Il riappropriarsi di antichi valori, fanno emergere le migliori qualità dell’uomo. In quest'ottica si configura l'importanza di valorizzare sempre di più un settore dalle grandi potenzialità che, con l'agricoltura sociale e con il turismo rurale ad esempio, può rappresentare anche una nuova frontiera per la promozione delle diverse pratiche di accoglienza, solidarietà, inclusione e assistenza sociale. Tematiche e ambiti – concludono - di importanza strategica per lo sviluppo dell'economia del territorio”. 

Al dibattito prenderanno parte Piero Marrese, sindaco di Montalbano; Gianni Santoiemma, segretario del circolo Pd che organizza l'iniziativa; Ines Nesi, assessore al turismo e alle politiche sociali del comune di Montalbano; Andrea Badursi, consigliere provinciale; Rudy Marranchelli, presidente regionale Agia-Cia e Nicola Andrea Cicoria del Forum agricoltura sociale di Basilicata. 

Le conclusioni, invece, saranno affidate all'assessore regionale alle Politiche agricole e forestali, Luca Braia e all'onorevole Maria Antezza, membro della Commissione agricoltura alla Camera dei deputati. A moderare l'incontro ci saranno i giornalisti Antonello Lombardi e Valentina Nesi. 
Fonte AGR

sabato 19 settembre 2015

OGGI A SAN FELE DIBATTITO SUL PAESAGGIO DELL’ACQUA

Avvicinare la cittadinanza al proprio patrimonio naturale, favorendo i processi di educazione alla sostenibilità nel viaggio dell’acqua, per favorire la conoscenza e le potenzialità della risorsa idrica di cui è così ricca la Basilicata. Se ne è discusso oggi a San Fele in un seminario dal titolo “Paesaggi d’acqua. San Fele, cascate e antichi mulini sul Torrente Bradano”, organizzato congiuntamente dai Dipartimenti regionali all’Ambiente e alle Politiche Agricole della Regione Basilicata con la collaborazione del Comune e della Soprintendenza alle Belle Arti e Paesaggio della Basilicata in occasione delle Giornate europee del Patrimonio. 

Un appuntamento quello di oggi, che rientra nella quarta edizione del programma “E..state nei Parchi #percorsid’acqua” del Dipartimento Ambiente sostenuto attraverso Epos e che ha visto la sinergia del Dipartimento Politiche Agricole attraverso il programma “La Basilicata da Expo ai Territori”. I lavori della giornata sono stati aperti dal sindaco di San Fele Donato Sperduto, che ha ringraziato per l’impegno, la Regione, la Soprintendenza e quanti lavorano nella conservazione e valorizzazione del territorio . “Una giornata importante – ha detto – perché dobbiamo tramandare alle nuove generazioni la valorizzazione e la tutela dei nostri beni, in primis delle cascate, ma anche dei muli, dei nostri santuari”. Le tracce della grande industria dei mulini nell’800’, e la volontà di recuperarne la storia, al centro del dibattito di fronte a una platea di studenti e di cittadini. Se oggi le cascate di San Fele sono fruibili ai turisti il merito è dell’associazione locale presieduta da Michele Sperduto “U uattenniere”. Salutando l’iniziativa il presidente dell’associazione ha ripercorso le tappe di quel che rappresentano oggi le cascate per la comunità di San Fele, ricordando l’impegno profuso da tutta la cittadinanza. Il nome dell’associazione è la trasposizione dialettale di “gualchiera” la macchina utilizzata in antichi opifici costruiti a ridosso delle cascate. L’edificio della Gualchiera di San Fele, seppure allo stato di rudere, è stato riconosciuto come “bene culturale” di interesse storico, ambientale ed etnoantropologico. L’obiettivo è reperire risorse per farne un’attrazione turistica. 

Giovanni Oliva direttore generale del Dipartimento Politiche Agricole e Forestali, ha sottolineato il lavoro portato avanti con “ Expo ai territori”, che mira a far si che l’evento milanese non sia fine a se stesso bensì che ci sia un ritorno per la Basilicata. “Un progetto che ha rivoluzionato anche la mappatura degli itinerari turistici dell’intera regione – ha sottolineato Oliva - oltre che cartellonistica con standard europei. Queste le motivazioni che hanno spinto il dipartimento Politiche Agricole a fare squadra con quello dell’Ambiente sulla tematica dell’acqua, di cui è così ricca la Basilicata. 

Oliva ha ricordato anche le diverse misure previste con la prossima programmazione del Psr che ben si inseriscono con le ambizioni di restauro degli antichi mulini. La misura 323 permetterà ai Comuni di presentare progetti di restauro dei luoghi con una certa rilevanza per l'agricoltura, attraverso la quale sarà possibile ottenere fino a 250mila euro a fondo perduto. 

A portare i saluti del capo di Gabinetto del Mibact Giampaolo D’Andrea, assente per impegni isitituzionali, Leonardo Nardella da qualche giorno insediatosi nella Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici della Basilicata. A seguire gli interventi di Francesco Canestrini della Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio della Basilicata , di Mauruzio Lazzari del Cnr e di Agnese Ricignano architetto di San Fele. 

A chiudere i lavori, portando i saluti dell’assessore all’Ambiente Aldo Berlinguer, il dirigente dell’Ufficio Parchi, Biodiversità e tutela della Natura Francesco Ricciardi., il quale sottolineando il lavoro che si sta facendo per la costituzione del Parco regionale del Vulture. “Oltre alla costituzione del Parco che potrà mettere in moto l’economia,- ha evidenziato - bisognerà lavorare come in questo caso per messa in sicurezza delle cascate, e per mettere in campo nuove iniziative artigianali, perché oggi il turista vuole conoscere il territorio. Apprezzando il lavoro fatto dall’associazione per rendere fruibili le cascate, consentendone l’accesso anche anche ai disabili, ha evidenziato le occasioni offerte con la nuova programmazione comunitaria. “Sarà importante la fase di programmazione, ha concluso, affinché San Fele possa cogliere l’opportunità del restauro del mulino. Per la Basilicata, regione dai piccoli numeri è una sfida sull’attrattività, ma potremo farcela, inserendo tutte le attrazioni in specifici itinerari come è già accaduto per il Volo dell’Angelo”.
Fonte AGR
San Fele24ore: OGGI A SAN FELE DIBATTITO SUL PAESAGGIO DELL’ACQUA...: Avvicinare la cittadinanza al proprio patrimonio naturale, favorendo i processi di educazione alla sostenibilità nel viaggio dell’acqua, per...